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Gentoo

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2     <!DOCTYPE guide SYSTEM "/dtd/guide.dtd">
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4 so 1.1
5     <guide link="/doc/it/kernel-config.xml" lang="it">
6     <title>Guida alla configurazione del kernel Linux in Gentoo</title>
7    
8     <author title="Autore">
9     <mail link="dsd@gentoo.org">Daniel Drake</mail>
10     </author>
11 scen 1.2 <author title="Contributi">
12 so 1.1 <mail link="curtis119@gentoo.org">Curtis Napier</mail>
13     </author>
14 scen 1.2 <author title="Contributi">
15 so 1.1 <mail link="jdr@xemoka.net">Justin Robinson</mail>
16     </author>
17 scen 1.2 <author title="Contributi">
18 so 1.1 <mail link="rane@gentoo.org">Łukasz Damentko</mail>
19     </author>
20 scen 1.2 <author title="Redazione">
21 so 1.1 <mail link="smithj@gentoo.org">Jonathan Smith</mail>
22     </author>
23 scen 1.7 <author title="Redazione">
24     <mail link="nightmorph"/>
25     </author>
26 so 1.1 <author title="Traduzione">
27 scen 1.2 <mail link="scen@gentoo.org">Davide Cendron</mail>
28 so 1.1 </author>
29    
30     <abstract>
31     Lo scopo di questo documento è introdurre le nozioni di base per la
32     configurazione manuale del kernel, e dare i dettagli degli errori di
33     configurazione più comuni.
34     </abstract>
35    
36     <!-- The content of this document is licensed under the CC-BY-SA license -->
37     <!-- See http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5 -->
38     <license/>
39    
40 scen 1.8 <version>1.4</version>
41     <date>2010-03-21</date>
42 so 1.1
43     <chapter>
44     <title>Introduzione</title>
45     <section>
46     <body>
47    
48     <p>
49     Gentoo fornisce due modi per gestire l'installazione e l'aggiornamento del
50     kernel: <e>automatica</e> (genkernel), e <e>manuale</e>. Sebbene il metodo
51     automatico sia un approccio <e>più facile</e> per l'utente, ci sono vari motivi
52     per i quali una vasta fetta di utenti Gentoo sceglie di configurare manualmente
53     il proprio kernel: maggiore flessibilità, kernel di dimensioni minori, tempi di
54     compilazione più brevi, acquisizione di esperienza, tempo da perdere, ecc.
55     </p>
56    
57     <p>
58     Questa guida non copre il metodo automatico (genkernel). Se si preferisce usare
59     genkernel per compilare ed installare il proprio kernel, si faccia riferimento
60     alla <uri link="/doc/it/genkernel.xml">documentazione di Genkernel</uri>.
61     </p>
62    
63     <p>
64     Questa guida non ha lo scopo di documentare il processo di configurazione
65 scen 1.3 manuale dall'inizio alla fine: il processo di configurazione fa affidamento ad
66 so 1.1 una buona dose di buonsenso, e ad un livello relativamente alto di conoscenza
67     tecnica riguardo al sistema. Questo documento, invece, introdurrà i concetti di
68     una configurazione manuale, elencando in modo dettagliato le trappole più comuni
69     nelle quali incappano gli utenti.
70     </p>
71    
72     <p>
73     Questo documento è stato scritto basandosi sui kernel più recenti, per le
74     architetture di computer più comuni. Qualche dettaglio potrebbe differire per i
75     kernel più vecchi o architetture più esotiche, comunque gran parte dei
76     contenuti rimarranno pertinenti.
77     </p>
78    
79     <p>
80     A questo punto si suppone di avere già scompattato i sorgenti del kernel nel
81     proprio disco fisso (solitamente da qualche parte in <c>/usr/src/linux</c>), e
82     si presume la conoscenza su come accedere allo strumento di configurazione
83     <c>menuconfig</c> e su come muoversi nel menù di sistema. Se non si è ancora a
84     questo livello di esperienza, sono disponibili altre utili guide a riguardo.
85     </p>
86    
87     <ul>
88     <li>
89     La <uri link="doc/it/gentoo-kernel.xml">Guida ai Kernel Gentoo Linux</uri>
90     elenca i vari pacchetti sorgenti dei kernel disponibili
91     </li>
92     <li>
93     La guida per l'<uri link="/doc/it/kernel-upgrade.xml">Upgrade del kernel
94     Gentoo Linux</uri> spiega come aggiornare il kernel o migrare da un kernel
95     ad un altro.
96     </li>
97     <li>
98     il <uri link="/doc/it/handbook/index.xml">Manuale Gentoo</uri>, inoltre,
99     copre alcuni aspetti dell'installazione del kernel.
100     </li>
101     </ul>
102    
103     </body>
104     </section>
105     </chapter>
106    
107     <chapter>
108     <title>Nozioni di configurazione</title>
109     <section>
110     <title>Le basi</title>
111     <body>
112    
113     <p>
114     Il processo in generale è alquanto semplice: verrà mostrata una serie di
115     opzioni, categorizzate in menù individuali e sottomenù, e si dovrà selezionare
116     il supporto all'hardware e alle funzionalità del kernel attinenti al proprio
117     sistema.
118     </p>
119    
120     <p>
121     Il kernel include una <e>configurazione predefinita</e>, che viene proposta la
122     prima volta che si esegue menuconfig in una particolare serie di sorgenti. Le
123     opzioni predefinite sono generalmente essenziali e ragionevoli, per cui la
124     maggioranza degli utenti dovranno apportare solamente poche modifiche alla
125     configurazione di base. Se si decide di disabilitare un'opzione abilitata in
126     modo predefinito, ci si assicuri di avere ben chiaro a cosa serve e le
127     conseguenze della sua disabilitazione.
128     </p>
129    
130     <p>
131     Se si sta configurando il kernel Linux per la prima volta, è consigliabile
132     avere un approccio prudenziale: non si dev'essere troppo avventati, ed è meglio
133     cercare di apportare il minor numero possibile di modifiche alla configurazione
134     predefinita. Nello stesso tempo si tenga presente che sarà necessario adattare
135     certe parti della configurazione alle caratteristiche del proprio sistema per
136     permettere allo stesso di avviarsi!
137     </p>
138    
139     </body>
140     </section>
141     <section>
142     <title>Built-in o modulare</title>
143     <body>
144    
145     <p>
146     Molte opzioni di configurazione sono <e>a tre stati</e>: possono non essere
147     assolutamente compilate, integrate (built-in) nel kernel (Y), o compilate come
148     modulo (M). I moduli sono memorizzati esternamente nel filesystem, mentre gli
149     oggetti built-in sono compilati direttamente all'interno dell'immagine stessa
150     del kernel.
151     </p>
152    
153     <p>
154     C'è un'importante differenza tra la compilazione nel kernel e quella modulare:
155     tranne qualche eccezione, il kernel non effettua nessun tentativo di caricamento
156     dei moduli all'occorrenza (l'operazione viene demandata all'utente). Mentre
157     certe parti del sistema possono avere strumenti di caricamento su richiesta, e
158     sono disponibili delle utilità per il caricamento dei moduli, è raccomandabile
159     compilare il supporto hardware e alle funzionalità del kernel direttamente
160     all'interno dello stesso. Ciò assicura che i supporti all'hardware e alle
161     funzionalità saranno sempre disponibili quando se ne avrà bisogno.
162     </p>
163    
164     <p>
165     Ovviamente in certe parti della configurazione la scelta dell'integrazione nel
166     kernel è un requisito assolutamente necessario. Per esempio, se la propria
167     partizione di root è su un filesystem <c>ext2</c>, il sistema non si avvierà se
168     il supporto a ext2 è stato compilato come modulo (il sistema cercherà il modulo
169     ext2 nella partizione di root, ma non ci riuscirà a meno che il supporto a ext2
170     non sia già stato caricato!).
171     </p>
172    
173     </body>
174     </section>
175     <section>
176     <title>Supporto Hardware</title>
177     <body>
178    
179     <p>
180     Oltre a rilevare il <e>tipo di architettura</e> del proprio sistema, lo
181     strumento di configurazione non effettuerà nessun tentativo per identificare
182     l'hardware attualmente presente nella macchina. Sebbene ci siano già delle
183     configurazioni preimpostate per il supporto a diverso hardware, probabilmente
184     sarà necessario individuare e selezionare le opzioni appropriate per la propria
185     configurazione hardware.
186     </p>
187    
188     <p>
189     Ovviamente questo comporta una conoscenza dei componenti interni e di quelli
190     collegati al proprio computer, o comunque l'identificazione degli stessi. Per
191     molti componenti interni, si dovrà identificare il <e>chipset</e> utilizzato da
192     ognuno, piuttosto che il nome del produttore.
193     </p>
194    
195     <p>
196     Sono disponibili degli strumenti che possono aiutare in questo processo di
197     riconoscimento. <c>lspci</c> (contenuto nel pacchetto <c>sys-apps/pciutils</c>)
198     identificherà l'hardware basato su PCI e AGP, inclusi i componenti integrati
199     nella scheda madre stessa. <c>lsusb</c> (contenuto nel pacchetto
200     <c>sys-apps/usbutils</c>) identificherà i dispositivi connessi alle porte USB.
201     </p>
202    
203     <p>
204     La situazione è alquanto confusa poiche il mondo dell'hardware non è
205     propriamente standardizzato. Se la propria configurazione hardware non si
206     discosta molto da quelle più comuni, molto probabilmente il proprio hard disk
207     IDE funzionerà da subito, come il mouse PS/2 o la tastiera o il mouse USB. Si
208     avrà inoltre un supporto grafico VGA di base. Tuttavia alcuni dispositivi, tipo
209     le adattatori ethernet, raramente usano componenti hardware standard, per cui
210     sarà necessario identificare il chipset della propria scheda e abilitare il
211     relativo supporto, al fine di avere una connessione alla rete disponibile.
212     </p>
213    
214     <p>
215     Inoltre, mentre alcune cose funzioneranno regolarmente con le impostazioni
216     predefinite, si dovranno selezionare ulteriori opzioni per sfruttare tutte
217     le potenzialità dal proprio sistema. Per esempio, se non si abilita il supporto
218     per il giusto chipset IDE, il proprio disco fisso IDE funzionerà <e>molto</e>
219     lentamente.
220     </p>
221    
222     </body>
223     </section>
224     <section>
225     <title>Funzionalità del kernel</title>
226     <body>
227    
228     <p>
229     Come per il supporto hardware, bisogna decidere quali funzionalità offerte dal
230     kernel sono necessariamente da abilitare. Un esempio importante riguarda il
231     supporto ai filesystem: si deve selezionare il supporto ai filesystem in uso nel
232     proprio disco fisso, e probabilmente anche a quelli in uso su supporti
233     rimovibili (es. VFAT su flash disk USB).
234     </p>
235    
236     <p>
237     Un'altro esempio comune sono le funzionalità avanzate di rete. Se si vuole
238     utilizzare qualche tipo di routing o firewalling, ci si assicuri che le voci di
239     configurazione pertinenti siano incluse nella configurazione del kernel.
240     </p>
241    
242     </body>
243     </section>
244     <section>
245     <title>Pronti?</title>
246     <body>
247    
248     <p>
249     Ora che sono stati introdotti i concetti, si hanno gli strumenti per cominciare
250     ad identificare il proprio hardware e navigare nel menù di configurazione,
251     selezionando le opzioni del kernel necessarie per il proprio sistema.
252     </p>
253    
254     <p>
255     Il resto di questo documento mira a chiarire gli aspetti che generalmente
256     possono creare confusione, e dare dei suggerimenti onde evitare i problemi più
257     comuni nei quali gli utenti incorrono spesso. Buona fortuna!
258     </p>
259    
260     </body>
261     </section>
262     </chapter>
263    
264     <chapter>
265     <title>Problemi comuni e aree di confusione</title>
266    
267     <section>
268     <title>I dischi SATA sono SCSI</title>
269     <body>
270    
271     <p>
272     Gran parte dei sistemi desktop moderni sono forniti di dispositivi di
273     memorizzazione di massa (dischi fissi e drive CD/DVD) su bus <uri
274     link="http://en.wikipedia.org/wiki/SATA">Serial ATA</uri> piuttosto che sul
275     vecchio bus di tipo <uri
276     link="http://en.wikipedia.org/wiki/Parallel_ATA">IDE</uri> (cavo piatto).
277     </p>
278    
279     <p>
280     Il supporto SATA in Linux è implementato in uno strato definito <e>libata</e>,
281     posizionato al di sotto del sottosistema SCSI. Per questa ragione, i driver SATA
282     si trovano nella sezione della configurazione relativa ai driver SCSI. Siccome
283     i dispositivi di archiviazione verranno trattati come dispositivi SCSI, è
284     implicitamente richiesto anche il supporto ai dischi/cdrom SCSI. Il proprio
285     disco SCSI verrà chiamato (es.) <c>/dev/sda</c> e il proprio drive CD/DVD SATA
286     verrà chiamato (es.) <c>/dev/sr0</c>.
287     </p>
288    
289     <p>
290     Sebbene la maggioranza di questi driver sia per i controller SATA, libata non è
291     stato progettato specificatamente per SATA. Tutti i principali driver IDE
292     verranno portati su libata nel prossimo futuro, e a quel punto le
293     considerazioni fatte in precedenza saranno valide anche per tutti gli
294     utilizzatori di dischi IDE.
295     </p>
296    
297     <pre caption="Opzioni di configurazione per libata">
298     Device Drivers ---&gt;
299     SCSI device support ---&gt;
300     &lt;*&gt; SCSI device support
301     &lt;*&gt; SCSI disk support
302     &lt;*&gt; SCSI CDROM support
303    
304     SCSI low-level drivers ---&gt;
305     &lt;*&gt; Serial ATA (SATA) support
306     <comment>Selezionare il proprio chipset tra le voci elencate sotto a questa opzione</comment>
307     </pre>
308    
309     </body>
310     </section>
311     <section>
312     <title>Chipset IDE e DMA</title>
313     <body>
314    
315     <p>
316     Malgrado l'introduzione di SATA, i dispositivi IDE sono ancora molto comuni e
317     utilizzati da molte persone. IDE è una tecnologia abbastanza generica, per cui
318     Linux supporta nativamente pressochè tutti i controller IDE, senza dover
319     selezionare alcuna opzione specifica.
320     </p>
321    
322     <p>
323     Tuttavia IDE è una tecnologia vecchia, e la sua incarnazione originale del
324     <e>Programmed Input/Output</e> (PIO - "Input/Output Programmato") - non riesce a
325     fornire le velocità di trasferimento necessarie per un accesso veloce ai moderni
326     dispositivi di memorizzazione. Il driver IDE generico si limita a queste
327     modalità di trasferimento PIO, che causano velocità di trasferimento dati
328     bassissime ed un uso elevato della CPU durante il trasferimento dei dati da/sul
329     disco.
330     </p>
331    
332     <p>
333     A meno che non si abbia a che fare con sistemi precedenti al 1995, il proprio
334     controller IDE supporterà anche un metodo di trasferimento alternativo,
335     denominato <e>Direct Memory Access</e> (DMA - "Accesso Diretto alla Memoria").
336     DMA è molto più veloce, e l'utilizzo della CPU è scarsamente influenzato mentre
337     vengono effettuati dei trasferimento di dati. Se si stanno riscontrando delle
338     prestazioni del sistema veramente scarse e si sta usando un disco IDE, molto
339     probabilmente la modalità DMA non viene utilizzata.
340     </p>
341    
342 scen 1.7 <note>
343     Come menzionato in precedenza, libata è disponibile anche per i dischi IDE. Se
344     si sta utilizzando libata, tutti i propri dischi, inclusi quelli IDE, useranno
345     DMA. Non c'è bisogno di nessuna ulteriore verifica o configurazione.
346     </note>
347    
348     <p>
349     Se non si sta usando libata per i propri dischi IDE, allora bisognerà verificare
350     l'utilizzo del DMA ed eventualmente abilitarlo.
351     </p>
352    
353 so 1.1 <pre caption="Verificare se DMA è abilitato per il proprio disco IDE">
354     # <i>hdparm -d /dev/hda</i>
355    
356     /dev/hda:
357     using_dma = 0 (off)
358     </pre>
359    
360     <p>
361     Per abilitare il DMA per il proprio dispositivo IDE, si dovrà semplicemente
362     abilitare l'opzione di configurazione per il proprio controller IDE.
363     </p>
364    
365     <pre caption="Opzioni di configurazione per i controller IDE">
366     Device Drivers ---&gt;
367     ATA/ATAPI/MFM/RLL support ---&gt;
368     &lt;*&gt; ATA/ATAPI/MFM/RLL support
369     &lt;*&gt; Enhanced IDE/MFM/RLL disk/cdrom/tape/floppy support
370     [*] PCI IDE chipset support
371     <comment>Selezionare il proprio chipset tra le voci elencate sotto a questa opzione</comment>
372     </pre>
373    
374     </body>
375     </section>
376     <section>
377     <title>Controller Host USB</title>
378     <body>
379    
380     <p>
381     <uri link="http://it.wikipedia.org/wiki/USB">USB</uri> è un bus ampiamente
382     utilizzato per connettere periferiche esterne al computer. Uno dei motivi del
383     successo di USB è il suo protocollo unificato, sebbene i dispositivi denominati
384     <e>host controller devices</e> (HCD) che vengono implementati nei computer
385     possano contenere delle lievi variazioni. Le tipologie principali sono 3:
386     </p>
387    
388     <ul>
389     <li>
390     <c>UHCI</c> "Universal Host Controller Interface". Supporta USB 1.1, e
391 scen 1.3 solitamente si trova nelle schede madri basate su chipset VIA o Intel.
392 so 1.1 </li>
393     <li>
394     <c>OHCI</c> "Open Host Controller Interface". Supporta USB 1.1 e solitamente
395 scen 1.3 si trova nelle schede madri basate su chipset Nvidia o SiS.
396 so 1.1 </li>
397     <li>
398     <c>EHCI</c> "Extended Host Controller Interface". È l'unico controller host
399 scen 1.3 comune che supporta USB 2.0, e tipicamente si trova in ogni computer che
400     supporta USB 2.0.
401 so 1.1 </li>
402     </ul>
403    
404     <p>
405     Molti sistemi vengono forniti con due delle tipologie di interfacce
406     sopraelencate: EHCI (USB 2.0) e una tra UHCI e OHCI (USB 1.1). È importante che
407     vengano selezionate entrambe le tipologie presenti nel proprio sistema. Mentre
408     tutti i dispositivi USB 2.0 sono retrocompatibili con USB 1.1, una larga fetta
409     dei dispositivi USB (anche quelli venduti al giorno d'oggi) sono basati su
410     un'interfaccia USB 1.1 - perchè un mouse USB dovrebbe necessitare di più di
411     1,5mbit/sec?
412     </p>
413    
414     <p>
415     Se non si selezionano le opzioni pertinenti per i tipi di HCD USB presenti nel
416     proprio sistema, si potrebbero riscontrare problemi di porte USB 'morte': si
417     inserisce un dispositivo, ma esso non viene alimentato o non risponde in alcun
418     modo.
419     </p>
420    
421     <p>
422     Un abile trucchetto con <c>lspci</c> (contenuto nel pacchetto
423     <c>sys-apps/pciutils</c>) rende relativamente facile identificare quali HCD
424     sono presenti nel proprio sistema. Ignorando i controller FireWire, inclusi
425     anch'essi nell'identificazione, è semplice capire che il seguente sistema
426     richiede il supporto a OHCI e EHCI:
427     </p>
428    
429     <pre caption="Usare lspci per individuare i tipi di HCD">
430     # <i>lspci -v | grep HCI</i>
431     00:02.0 USB Controller: nVidia Corporation CK804 USB Controller (rev a2) (prog-if 10 <i>[OHCI]</i>)
432     00:02.1 USB Controller: nVidia Corporation CK804 USB Controller (rev a3) (prog-if 20 <i>[EHCI]</i>)
433     01:0b.0 FireWire (IEEE 1394): Agere Systems FW323 (rev 61) (prog-if 10 [OHCI])
434     </pre>
435    
436     <pre caption="Configurazione per gli HCD USB">
437     Device Drivers ---&gt;
438     USB support ---&gt;
439     &lt;*&gt; Support for Host-side USB
440     --- USB Host Controller Drivers
441     &lt;*&gt; EHCI HCD (USB 2.0) support
442     &lt;*&gt; OHCI HCD support
443     &lt;*&gt; UHCI HCD (most Intel and VIA) support
444     <comment>Selezionare gli HCD presenti nel proprio sistema, o tutti e 3 se non si è sicuri.</comment>
445     </pre>
446    
447     </body>
448     </section>
449     <section>
450     <title>Sistemi Multiprocessore, Hyper-Threading e Dual Core</title>
451     <body>
452    
453     <p>
454     Molti computer sono basati su più processori, a volte in modi non immediatamente
455     evidenti.
456     </p>
457    
458     <ul>
459     <li>
460     Diverse CPU Intel supportano una tecnologia chiamata <uri
461     link="http://en.wikipedia.org/wiki/Hyperthreading">hyper-threading</uri>,
462     nella quale la CPU viene vista dal sistema come due processori
463     <e>logici</e>.
464     </li>
465     <li>
466     Alcune delle più recenti CPU Intel/AMD attualmente sono composte da più
467     processori fisici inclusi in un singolo involucro, e vengono definiti
468     processori <uri link="http://en.wikipedia.org/wiki/Dual_core">dual
469     core</uri>.
470     </li>
471     <li>
472     Qualche computer di alto livello ha diversi processori fisici installati
473     in speciali schede madri per fornire un incremento significativo delle
474     prestazioni rispetto ad un sistema <e>uniprocessore</e>. Probabilmente si
475     saprà se si dispone di un sistema di questo tipo, in quanto ha costi non
476     propriamente economici.
477     </li>
478     </ul>
479    
480     <p>
481     In ogni caso si deve selezionare l'appropriata opzione del kernel per ottenere
482     prestazioni ottimali da queste configurazioni.
483     </p>
484    
485     <pre caption="Configurazione per sistemi multi-processore">
486     Processor type and features ---&gt;
487     [*] Symmetric multi-processing support
488     <comment>Selezionare questa opzione se si ha un sistema multiprocessore (di qualsiasi tipo)</comment>
489     [*] SMT (Hyperthreading) scheduler support
490     <comment>Selezionare questa opzione se si utilizza una CPU Hyper-Threading Intel</comment>
491     [*] Multi-core scheduler support (NEW)
492     <comment>Selezionare questa opzione se la propria CPU è dual core</comment>
493 scen 1.8 Power management and ACPI options ---&gt;
494     [*] ACPI (Advanced Configuration and Power Interface) Support
495     <comment>Questa opzione abilita non solo le funzionalità riguardanti la
496     gestione energetica, ma potrebbe anche essere un requisito necessario per
497     rendere disponibili al proprio sistema tutte le CPU.</comment>
498 so 1.1 </pre>
499    
500     </body>
501     </section>
502     <section>
503     <title>Supporto High Memory x86</title>
504     <body>
505    
506     <p>
507     A causa delle limitazioni nello spazio d'indirizzamento a 32bit delle
508 scen 1.3 architetture x86, un kernel con una configurazione standard può solamente
509     supportare fino a 896mb di RAM. Se il proprio sistema ha più memoria, solo i
510     primi 896mb saranno visibili, a meno di non abilitare il supporto all'high
511     memory.
512 so 1.1 </p>
513    
514     <note>
515 scen 1.3 Questa limitazione è specifica delle architetture x86 (IA32). Altre architetture
516     supportano nativamente grandi quantità di memoria, senza nessuna modifica alla
517     configurazione.
518 so 1.1 </note>
519    
520     <p>
521     Il supporto all'high memory non è abilitato in modo predefinito, poiche esso
522 scen 1.3 introduce un leggero aumento di carico sul sistema. Non ci si deve lasciare
523     fuorviare da ciò, l'aumento di carico è insignificante se comparato
524 so 1.1 all'incremento di prestazioni dovuto alla quantità maggiore di memoria
525     disponibile!
526     </p>
527    
528     <pre caption="Abilitare il supporto all'high memory su x86">
529     Processor type and features ---&gt;
530     High Memory Support ---&gt;
531     (X) 4GB
532     ( ) 64GB
533     <comment>Scegliere l'opzione 4Gb, a meno che il proprio sistema non abbia più di 4GB di RAM.</comment>
534     </pre>
535    
536     </body>
537     </section>
538     </chapter>
539    
540     <chapter>
541     <title>Ulteriore documentazione sulla configurazione del kernel</title>
542     <section>
543     <body>
544    
545     <p>
546     Finora si è discusso riguardo a concetti generici e problemi specifici riguardo
547     alla configurazione del kernel, senza scendere nei dettagli (si lascia al
548     lettore il compito di farlo!). Tuttavia, altre parti della raccolta di
549     documentazione su Gentoo forniscono informazioni più particolareggiate riguardo
550     alle questioni affrontate in precedenza.
551     </p>
552    
553     <p>
554     Questi documenti potranno risultare utili durante la configurazione di aspetti
555 scen 1.3 specifici, ma se si è nuovi alla configurazione del kernel si raccomanda di non
556     essere troppo avventurosi. È consigliabile iniziare con la preparazione di un
557     sistema di base funzionante, si potrà sempre tornare sui propri passi e
558 so 1.1 aggiungere il supporto all'audio, stampa, ecc.
559     </p>
560    
561     <ul>
562     <li>
563     La <uri link="/doc/it/alsa-guide.xml">Guida su ALSA</uri> fornisce i
564     dettagli delle opzioni di configurazione richieste per il supporto alle
565     schede audio. È da notare che ALSA è un'eccezione rispetto alla modalità
566     suggerita di compilazione built-in degli oggetti; ALSA attualmente è molto
567     più facile da configurare se i componenti sono modulari.
568     </li>
569     <li>
570     La <uri link="/doc/it/bluetooth-guide.xml">Guida Gentoo Linux al
571     Bluetooth</uri> fornisce i dettagli sulle opzioni necessarie per usare i
572     dispositivi bluetooth nel proprio sistema.
573     </li>
574     <li>
575     La <uri link="/doc/it/ipv6.xml">Guida Router IPV6</uri> spiega come
576     configurare il proprio kernel per il routing usando il protocollo di
577     indirizzamento di rete di nuova generazione.
578     </li>
579     <li>
580     Se si utilizzano i driver grafici proprietari di nVidia per migliorare le
581     prestazioni grafiche 3D, la <uri link='/doc/it/nvidia-guide.xml'>Guida
582     nVidia per Gentoo Linux</uri> elenca quali opzioni bisognerebbe e non
583     bisognerebbe selezionare su tali sistemi.
584     </li>
585     <li>
586     Tra le altre cose, la <uri
587     link="/doc/it/power-management-guide.xml">Guida alla Gestione
588     Energetica</uri> spiega come configurare il proprio kernel per lo scaling
589     della frequenza della CPU, e per le funzionalità di ibernazione e
590     sospensione.
591     </li>
592     <li>
593     Se si sta utilizzando un sistema PowerPC, le <uri
594     link='/doc/it/gentoo-ppc-faq.xml'>risposte a domande frequenti su Gentoo
595     Linux/PowerPC</uri> contengono qualche sezione riguardante la configurazione
596     del kernel.
597     </li>
598     <li>
599     La <uri link="/doc/it/printing-howto.xml">Guida alla stampa in Gentoo</uri>
600     elenca le opzioni del kernel necessarie per il supporto alla stampa in
601     Linux.
602     </li>
603     <li>
604     La guida <uri link="/doc/it/usb-guide.xml">USB e Gentoo Linux</uri>
605     fornisce i dettagli della configurazione richiesta per usare i dispositivi
606     USB più comuni, come mouse/tastiere, supporti di archiviazione e stampanti.
607     </li>
608     </ul>
609    
610     </body>
611     </section>
612     </chapter>
613    
614     <chapter>
615     <title>Risoluzione dei problemi</title>
616     <section>
617     <title>Le modifiche alla configurazione non hanno effetto</title>
618     <body>
619    
620     <p>
621     È molto comune per gli utenti effettuare una modifica alla configurazione, ma
622     poi fare un piccolo errore nei passaggi successivi. Il sistema viene riavviato
623     con un'immagine del kernel che non è quella appena riconfigurata, viene
624     verificato che il problema che si cercava di risolvere persiste, e si conclude
625     che la modifica alla configurazione non risolve il problema.
626     </p>
627    
628     <p>
629     Il processo di compilazione e installazione del kernel esula dagli scopi di
630     questo documento, per le linee guida si faccia riferimento alla guida <uri
631     link="/doc/it/kernel-upgrade.xml">Upgrade del kernel Gentoo Linux</uri>. In
632     breve, le operazioni sono: configurare, compilare, montare /boot (se non è già
633     montata), sovrascrivere l'immagine del kernel con quella nuova, riavviare. Se
634     si omette una qualsiasi di queste operazioni conclusive, le modifiche non
635     avranno effetto!
636     </p>
637    
638     <p>
639     È possibile verificare se il kernel con il quale si ha avviato il sistema
640     combacia con quello compilato nel proprio disco fisso esaminando la data e
641     l'ora di compilazione. Presupponendo che la propria architettura sia x86 e i
642     sorgenti del kernel siano installati in <path>/usr/src/linux</path>:
643     </p>
644    
645     <pre caption="Verificare se si ha avviato il sistema con il kernel modificato">
646     # <i>uname -v</i>
647     #4 SMP PREEMPT Sat Jul 15 08:49:26 BST 2006
648     <comment>questo comando visualizza la data e l'ora in cui il kernel attualmente avviato è stato compilato.</comment>
649    
650     # <i>ls -l /usr/src/linux/arch/i386/boot/bzImage</i>
651     -rw-r--r-- 1 dsd users 1504118 Jul 15 08:49 /usr/src/linux/arch/i386/boot/bzImage
652     <comment>questo comando visualizza la data e l'ora in cui è stata compilata l'immagine del kernel nel proprio hard disk.</comment>
653     </pre>
654    
655     <p>
656     Se i due orari visualizzati dai precedenti comandi differiscono per più di 2
657     minuti, vuol dire che è stato commesso un errore durante la reinstallazione del
658     kernel e non si sta eseguendo l'immagine del kernel desiderata!
659     </p>
660    
661     </body>
662     </section>
663     <section>
664     <title>I moduli non vengono caricati automaticamente</title>
665     <body>
666    
667     <p>
668     Come menzionato precedentemente in questo documento, selezionare un componente
669     del kernel come modulo (M) piuttosto che built-in (Y) influenza enormemente il
670     comportamento del kernel. Vale la pena ripeterlo, poichè molti utenti cadono in
671     questa trappola.
672     </p>
673    
674     <p>
675     Quando si seleziona un componente come built-in, il codice viene compilato
676     nell'immagine del kernel (bzImage). Quando il kernel ha bisogno di usare quel
677     componente, può inizializzarlo e caricarlo automaticamente, senza nessun
678     intervento da parte dell'utente.
679     </p>
680    
681     <p>
682 scen 1.3 Quando si seleziona un componente come modulo, il codice viene compilato in un
683     file e installato nel filesystem. Generalmente, quando il kernel ha bisogno di
684     usare quel componente, non ci riesce! Con qualche eccezione, il kernel non fa
685 so 1.1 nessun tentativo di caricare questi moduli, lasciando il compito all'utente
686     </p>
687    
688     <p>
689     Per cui, se si ha compilato il supporto alla propria scheda di rete come
690     modulo, e non si riesce ad accedere alla rete, la probabile causa è che il
691 scen 1.3 modulo non è caricato, perciò si dovrà caricarlo manualmente o configurare il
692     sistema per farlo caricare in automatico durante l'avvio.
693 so 1.1 </p>
694    
695     <p>
696     A meno che non si abbiano precisi motivi per fare diversamente, si risparmia un
697 scen 1.5 bel po' di tempo compilando questi componenti direttamente nell'immagine del
698 so 1.1 kernel, per permettere al kernel stesso di impostarli automaticamente per
699     l'utente.
700     </p>
701    
702     </body>
703     </section>
704     </chapter>
705 scen 1.3 </guide>

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